IL Fondatore

FRANCESCO PEZZOLLA

Francesco Pezzolla è il fondatore della nostra azienda agricola. Classe 1976 è nato e risiede ad Alberobello, cittadina patrimonio Unesco, famosa nel mondo per i suoi trulli ma anche per il suo nome che deriva dal latino "Silva Arboris Belli", "Bosco dell'albero della guerra" riferendosi ai tempi in cui la zona era ricoperta da una rigogliosa coltre di boschi.

Ed è fra i boschi ancora presenti intorno ad Alberobello che nasce la passione per i falchi di Francesco Pezzolla. Nei trulli dove viveva mio nonno, in un documentario all’epoca in bianco e nero sulla TV a tre canali, conobbi la storia di Feliz Rodriguez de La Fuente, uno dei più grandi falconieri moderni. Fu una folgorazione!

Le prime esperienze

PASSIONE PURA

Avevo solo 9 anni quando ho cominciato ad andare per boschi ad osservare i falchi liberi in natura. A 10 anni ho acquistato il mio primo libro sull’arte dell’addestramento dei falchi, a Roma al mercatino di Porta Portese. A 15 anni con mio Padre abbiamo adottato e addestrato il nostro primo falco, Argo, un cucciolo di Nibbio Reale, che per le sue straordinarie capacità di volo e per la sua adattabilità, ben si concedeva alla mia immensa passione, per lui e per il mondo della falconeria, che oramai era diventato il mio mondo! Diventammo come due inseparabili fratelli.

All’età di 18 anni ho ereditato il mio primo Astore. Da lì lo studio, l’applicazione, l'approfondimento delle opere e della vita di Federico II, il più grande sovrano del Medioevo, cresciuto nella nostra terra per tramandarci l'arte della falconeria, e l’adozione di tanti altri falchi.

CUSTODI DELLA VIGNA

I MIEI FALCHI

Adesso sono fiero dei miei falchi e delle mie aquile che volano praticamente tutti i giorni. Le porto al mattino in un posto meraviglioso sul Canale di Pirro, lì dove mio nonno ci ha donato i vigneti di famiglia. Le faccio volteggiare libere per tutto il giorno, per poi riportarle a casa al tramonto. Sono le naturali custodi della nostra vigna, mi diceva il nonno. Continua ad allevarle, al vino ci penso io. Lui oggi non c’è più. Ora tocca a me…